Mercoledì 2 aprile presso la sala dell’ASAI si è tenuto un partecipato incontro di quartiere, organizzato nell’ambito dei forum sanità e sicurezza in collaborazione con il Circolo PD8, per affrontare il tema della sicurezza non solo nell’ottica, seppur necessaria, di interventi repressivi e di vigilanza con il supporto delle forze dell’ordine ma anche attraverso politiche sociali volte a rafforzare i luoghi di comunità. Hanno portato il loro contributo Marco Porcedda assessore alla legalità e sicurezza, Jacopo Rosatelli assessore alle politiche sociali del Comune di Torino, Marina Spanu coordinatrice del forum sanità ed Isabella Martelli coordinatrice del forum sicurezza e legalità. 

Amministratori, cittadini ed operatori economici del quartiere hanno evidenziato come, accanto agli interventi specifici degli operatori sociali, sanitari e della sicurezza, ogni forma di allargamento della vita sociale, produttiva e culturale che si svolge nei locali prospicienti le nostre strade sia la via più efficace per incrementare la sicurezza nel nostro territorio. 

Senza rinunciare all’indispensabile presenza delle forze di polizia gli interventi più efficaci si raggiungono attraverso le due direttive principali, da un lato aumentando la capacità di fare rete tra i diversi soggetti istituzionali e di volontariato, dall’altro agevolando lo sviluppo delle attività economiche e di organizzazione nella gestione del tempo libero. In tal senso sono previsti interventi nell’area della stazione di Porta Nuova e dei portici sia di via Sacchi che di via Nizza. In generale è estremamente importante che le nostre vie non si trasformino in una sequenza di saracinesche serrate. Tra i partecipanti ci sono state proposte che meritano di essere valutate come l’opportunità di adibire ad aule studio laboratori da tempo chiusi. È comunque un tema su cui riflettere quello di migliorare l’accoglienza degli studenti fuori sede significativamente presenti in San Salvario.  Essenziale è il coinvolgimento delle giovani generazioni nella partecipazione attiva e consapevole alla vita di quartiere. Se i giovani hanno l’opportunità di conoscere,  vivere, apprezzare le specificità del proprio quartiere saranno, non un problema ma  una risorsa fondamentale per il suo futuro.